Vi è poi Montalcinello dove ogni anno alla fine dell'estate c'è la Sagra del dolce, solitamente nel primo weekend di settembre; all'interno della sagra (conosciuta per l'ottimo reparto gastronomico oltre che per i suoi famosi dolci preparati nel paese) si tengono mostre, si organizzano gare di vari tipi accompagnati da gruppi musicali di vario genere e momenti culturali tematici.

Le origini di Montalcinello risalgono presumibilmente al X secolo, come rivelano il suo assetto urbanistico ed alcuni documenti coevi: il titolo della pieve, San Magno, è ricordato in un documento del 987. La storia di Montalcinello conobbe l'intersecarsi delle contese per il suo dominio tra i Conti della Gherardesca ed i Vescovi di Volterra, conclusasi con la vittoria di questi ultimi.
Nell'ultimo decennio del Duecento, il castello di Montalcinello, raggiunse una notevole importanza, grazie soprattutto al Vescovo Ranieri degli Ubertini che vi edificò la nuova pieve e concesse ad alcuni coniatori di costituirvi la zecca episcopale. E' l'epoca in cui il paese è conosciuto come "Montalcin de' Vescovi".
Durante la seconda metà del Trecento, alla Signoria dei Vescovi di Volterra si sostituì il dominio della Repubblica di Siena.
L'antica struttura urbana di Montalcinello è giunta fino a noi conservando gran parte dei caratteri originali: i suoi vicoli coll'antica pavimentazione in pietra, i suoi edifici, la pieve di San Magno con la facciata di bozze di pietra squadrata, evocano ancora la storia medievale di questo borgo.

La costruzione dell'edificio risalirebbe al 1290 per volere del vescovo di Volterra Ranieri degli Ubertini. Molti sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli, dal rifacimento del tetto nel 1477 al restauro del campanile nel 1550. I gravi danni provocati dalla Seconda guerra mondiale causarono una lunga chiusura della chiesa fino alla realizzazione dei lavori di ripristino, avviati negli anni Settanta del XX secolo.

Nel 1988 fu collocato nella lunetta sopra il portale un bassorilievo in terracotta. La facciata, col coronamento a capanna, è in grosse bozze di pietra e il paramento della parete laterale sinistra, con le molteplici sovrapposizioni di materiali, conferma la serie di interventi succedutisi nei secoli.

Tutt'intorno poi, belle vallate, campi un tempo coltivati ed oggi lentamente riconquistati dal bosco...

Recentemente il territorio a nord ovest del paese è stato interessato da numerose perforazioni geotermiche per la produzione di energia elettrica, riconoscibili per le ampie e possenti volute del fumo bianco dei "soffioni".

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