C'è addirittura chi vuole che il nome di questo ameno borgo derivi dalla famiglia etrusca dei Cecina, anzichè essere un'alterazione del sostantivo "Ilicitanus" ovvero "bosco dei lecci"!

Nonostante questo tentativo di nobilitare il paese, la caratteristica fondamentale di Ciciano pare proprio il suo adagiarsi nel mezzo di un interessante paesaggio agrario: viti, orti, frutteti, castagni, nespoli e sorbi, querce ...
Questo paesaggio, insomma, che fu così amorevolmente descritto dalla poetessa e scrittrice Dina Ferri (1908-1930) che da Ciciano visse la sua breve ma intensa vicenda umana e letteraria: "è una vasta campagna allietata di tutte quelle bellezze che il genio sublime della natura seppe creare. Vi sono monti in parte sempre spogli ed in parte verdeggianti, e grandi valli piene di polle zampillanti e di fossi profondi. Vi si incontrano boschi di cerri alti e delle alte querci antiche; castagneti ombrosi e taciti; vaste praterie naturali. Vicino, bianchi casolari sperduti nelle campagne, paesetti e villaggi; lontano, tra il confuso di caligini crescenti, si elevano le torri di Siena e San Gimignano, e Volterra appare confusa tra il verde, in una lucida serenità."

Ed al centro di questa scenografia naturale, Ciciano: "piccolo villaggio, dalle case rustiche, piccole, modeste, coi muri di pietra rossa, coi tetti rossi, battuti dalle piogge, con una piccola piazza traversata dalla strada bianca. Le altre vie, strette, deserte, chiuse tra le case grigie, addossate le une alle altre... ed una chiesa piccola, bianca, come ogni chiesa di campagna".

Da visitare è la chiesa di Santa Maria Assunta del 1619.
Nato intorno al XVI secolo, l'abitato di Ciciano era così esiguo da non contemplare neanche un edificio di culto. L'incremento della popolazione tra il XVII e il XVIII secolo, dovuto probabilmente a un migliore sfruttamento agricolo del piano della Merse e la conseguente crescita del borgo, determinò anche la costruzione della chiesa, eretta nel 1619.

Preceduto da una doppia scalinata laterale, l'edificio presenta una struttura classica, con la facciata intonacata e decorata da lesene laterali in mattoni, come pure in mattone è la cornice del portale e della finestra circolare. All'interno si conserva una Madonna col Bambino, scultura lignea policromata del XIX secolo, recuperata da un recente restauro.

Ma fermarsi a Ciciano è anche il modo migliore per conoscere i suoi fieri ed ospitali abitanti. E' grazie a quest'orgoglio della propria terra che proprio a Ciciano, piccolo e sperduto borgo toscano, si gioca ancora, in estate, uno dei più antichi giochi medievali: la Palla eh! (detta anche Palla 21), un gioco affine al llargues spagnolo e diffuso nella zona delle Colline Metallifere toscane, nelle zone minerarie del Belgio, in Olanda, in Spagna, in Svezia, in Danimarca e in Francia.

Nonostante sia di piccole dimensioni, il centro storico di Ciciano ha la sua identità che si distende lungo l'asse viario che unisce Chiusdino a Montieri e questo con la Valle del Merse.

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